3. La canapa indiana nella cultura europea
Pag. 2 di 12


Le estatiche volutta' ed il vacuo torpore, il kif, cui si lasciavano abbandonare gli islamici divenne presto esperienza comune tra i borghesi e i giovani romantici parigini.
Nascevano quindi circoli di fumatori d'hashish, luoghi consacrati ad un nuovo culto laico. In un vecchio edificio dell'isola di Saint-Louis, nel cuore di Parigi, l'hotel Pimodan, si trovava il "Club des Haschischins", forse il piu' noto tra questi club. Vi convenivano alcuni tra i maggiori letterati ed artisti parigini dell'epoca, come Gerard de Nerval, Th,ophile Gautier, Charles Baudelaire, Honor, de Balzac, Boissard de Boisdenier, Honor, Daumier. Dai vasti saloni di questo circolo, i soci venivano idealmente trasportati nei giardini fantastici del "Veglio della montagna".
Raccontava Gautier (1846/1979, p. 20) che era lo stesso Jaques Joseph Moreau de Tour, "il" dottore, capo indiscusso del bizzarro cenacolo - mentore infaticabile dell'hashish -, a distribuire con un mestolo un "pezzetto di pasta o confettura verdastra" agli iniziati: a dispensare una "porzione di paradiso".

Pagina precedente || Pagina successiva
Storia antica || Arabi || Cultura europea
La canapa indiana