1. La canapa indiana nella storia antica
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La canapa era coltivata dai bramini negli orti dei templi e serviva alla preparazione di un infuso chiamato bhang, che, assunto in determinate occasioni rituali favoriva l'unione con la divinità.
Il bhang, bevanda favorita di Indra, la maggiore divinità della più antica mitologia indiana, era un preparato sacro, dotato di poteri taumaturgici e capace di portare fortuna e lavare dal peccato. La divinità Induista Shiva comandava, invece, di ripetere la parola bhang durante la semina, la raccolta e la lavorazione della canapa. Una tradizione del Buddismo Mahayana racconta che nei sei stadi ascetici verso l'illuminazione, Buddha sarebbe sopravvissuto mangiando un seme di canapa al giorno.
Gli Assiri bruciavano una sostanza chiamata qunnabu nei loro templi, mentre Caldei e Persiani la conoscevano rispettivamente col nome di kanbun e di kenab. Nell'Avesta persiano la canapa occupava il primo posto in una lista di migliaia sostanze terapeutiche.
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La canapa indiana